La Società San Pietro di Avegno

di Mariano Biondo e Mara Casagrande
Una parte della storia di Avegno nella Società Cattolica di San Pietro

La sera mercoledì 10 febbraio 1892 viene costituita la “Società Cattolica Anonima Cooperativa di San Pietro”.

La Società fondata durante il Regno di Umberto I è senza dubbio una delle più antiche ad oggi presenti sul territorio. Al momento della costituzione il capitale sociale era costituito da azioni del valore di Lire 10 ciascuna, nominative ed inconvertibili.

Alcuni dei requisiti per essere ammessi come soci effettivi venivano così descritti:

  • appartenenti alle classe operaie, agricole e lavoratrici
  • essere cattolico
  • avere condotta morigerata e non avere subito condanne infamanti
  • avere costituzione sana e robusta
  • età compresa tra 15 e 65 anni all’atto dell’ammissione

La finalità principale della società era quella di acquistare in comune generi alimentari, bevande, combustibili e rivenderli al minor prezzo possibile unicamente ai soci risparmiando in tal modo quel poco denaro che consentiva un minimo di risorsa in più per le classi meno abbienti. Tutto questo senza trascurare lo spirito di fratellanza e mutuo soccorso ispirati dai principi della morale e della religione.

Nel libro inventari è riportato l’elenco dei beni di proprietà della società al momento della sua costituzione. si nota come il patrimonio fosse composto da poche cose comuni ma di estrema necessità per lo svolgimento della vita quotidiana.

L’elenco dei soci del 1892 riporta 86 nominativi e se si pensa alla popolazione dell’epoca tale numero rappresenta la quasi totalità delle famiglie residenti nel centro di Avegno.

Dai primi del secolo fino alla fine della I guerra mondiale lo sviluppo della società è stato in costante crescita a dimostrazione della fondamentale importanza di un centro di aggregazione sociale ed economica in quel particolare momento storico.

A conferma della consolidata valenza della società nel 1922 si arriva all’acquisto dell’immobile che ancora oggi ne è la sede. Il costo del fabbricato venne stabilito in 20.000 lire. Per sostenere l’operazione venne contratto da parte del consiglio amministrativo un mutuo di 14.000 lire.

Nel 1924 viene deliberato nel corso di una assemblea di “fare teatro”. Nel mese di marzo vengono così programmate tre serate di svago per i soci attraverso piccole rappresentazioni teatrali svolte all’interno dei locali. Costo del biglietto lire 1.

Nell’assemblea del 16 maggio 1925 viene messo a verbale come ormai nel paese fosse un atto compiuto l’allacciamento alla “luce elettrica”.

Il 1925 è anche l’anno che vede nascere i sussidi di malattia: la società diventa anche un importante riferimento per l’assistenza primaria dei propri soci.

In compenso le regole di comportamento sono ferree e nel novembre del 1926 vengono definitivamente sancite con la nascita del regolamento interno. Vengono stabilite sanzioni sotto forma di “multe”, per chi non rispetta le regole. Il ricavato viene messo a bilancio e ritorna quindi a totale beneficio di tutti i soci.

Nel 1929 il consiglio di amministrazione delibera la vendita del terreno del “piano della balla” alla chiesa di Avegno.

Nel 1930 viene sottoscritto l’abbonamento al “Giornale di Genova” per consentire ai soci di leggere il giornale quotidianamente.

Nello stesso anno la società entra rappresentata dal suo presidente, a far parte del nascente consorzio formato dagli esercenti per il “dazio consumo” per il quinquennio 31-35.

Il 31 gennaio 1931 passa all’unanimità la proposta di mettere a disposizione una stanza della società per organizzare una scuola di canto popolare.

Lo stesso anno la società si iscrive all’albo del Dopolavoro Nazionale accrescendo la sua capacità ricreativa e di aggregazione per la popolazione.

Nel triennio 1943 – 45 le truppe tedesche occupano i locali della sede.

Nel 1946, finita la guerra, la società riapre i battenti.

C’è subito bisogno di risorse e tra le prime iniziative compare la cessione in affitto del locale al piano terra al “barbiere” per £ 1000  all’anno.

Una figura caratteristica di questo periodo era “il gestore del vino”.

Questo veniva nominato per concorso ed aveva l’opportunità di svolgere l’attività di cantiniere gestendo la vendita del vino all’interno della società pagando una cifra pattuita di £ 300 al mese. Tale attività prevedeva anche il diritto di locazione dell’appartamento ricavato in alcuni locali della società ed adibito ad uso abitativo proprio con questo scopo.

Con la ripresa delle entrate nel 1949 si può procedere all’acquisto di 6 nuove “tavole” per l’arredo dei locali. Ma proprio in questi anni inizia una lunga diatriba tra il cantiniere, il barbiere ed il consiglio di amministrazione il quale vuole riacquisire i locali. Nel contempo una crisi versa tra i soci e tra gli anni 1952 e ’54 il consiglio di amministrazione non si riunisce più rischiando di fatto lo scioglimento. Nel maggio del ’54 una commissione formata da soci si ritrova e a rispetto del lavoro svolto dai padri e dai soci fondatori fanno si che la società riprenda l’attività.

Nel 1955 si risolvono le diatribe con il cantiniere ed il barbiere e si può quindi riorganizzare definitivamente l’attività sociale.

La società aderisce alla Federazione delle Bocciofile e all’ENDAS. Allo stesso tempo viene riassettato il bilancio ed inventariate tutte le proprietà.

Arrivano gli anni del “boom economico” e nel 1958 viene comprata la prima televisione.

Nel 1961 il bilancio della società chiude con un attivo di £ 112.237 e viene così acquistata anche la nuova bandiera “in quanto la vecchia risulta assai logora”.

Negli anni ’60 la società consolida la sua funzione di punto d’incontro tra i cittadini e soci.

Vengono adeguati e rinnovati sia il bar che la sala ritrovo con nuovi arredi e vengono inoltre acquistati il frigorifero, la macchina del caffè ed il biliardo. Vengono inoltre stabiliti orari di apertura serali nei giorni lavorativi e giornalieri durante il fine settimana.

Arriviamo così ai giorni nostri.

SanPietro1

Nel 1992 vengono celebrati i 100 anni dalla fondazione e la società si presenta con i locali completamente rinnovati; il piano superiore è stato trasformato in una grande sala multiuso, il locale bar è completamente ristrutturato e la sala  al piano terra dotata di biliardi riscaldati.

Nel 1999 nasce anche la squadra di gioco al biliardo che partecipa da allora al “Palio della città di Genova” e al torneo e campionato provinciale per amatori di “Boccette”.

Negli anni 2001 e 2004 la squadra vince il torneo e ad oggi risulta essere sempre tra le candidate alla vittoria.

Nel 2006 è stata inaugurata la nuova copertura esterna ed il forno a legna. Con cadenza quasi mensile vengono organizzate cene tra i soci a dimostrazione di quanto sia importante e fondamentale per tutti il principio dello stare insieme.

Oggi la società conta 140 soci ed è ancora il principale centro di aggregazione presente sul territorio comunale. Un ruolo di primaria importanza per una comunità in continua crescita che ogni giorno si arricchisce di nuove presenze che trovano nei locali della Socità si San Pietro amicizia e tradizione locale.

Avegno, 29marzo 2007

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