Perché non nascono più funghi porcini?

di Sandra Mazzeo

Una stagione povera di nascite di funghi porcini

Raccolta estiva ormai in fumo. Nei nostri boschi non vi è traccia di funghi.

Difficile stabile cosa non stia funzionando a dovere. Possiamo solo fare alcune ipotesi, ascoltare scienziati e teorici o semplicemente amatori  e cultori del settore. Alcune possono essere plausibili, altre appaiono un po’ tirate e fantasiose e non facilmente confutabili o dimostrabili.

Una cosa è certa: l’estate appena trascorsa è stata davvero avara di nascite di funghi, soprattutto dei più ricercati funghi Boleti di qualsiasi tipo.

Nascita di funghi porcini e clima… un binomio indissolubile?

Secondo l’atlante fotografico dei funghi d’Italia ed altre riviste inerenti l’argomento, i funghi per poter crescere e svilupparsi necessitano di “condizioni climatiche favorevoli”, temperature miti e tassi elevati di umidità. Non servono grandi piogge perché nascano molti funghi ma tassi di umidità costantemente adeguati.

Senza entrare nel merito delle motivazioni che hanno scatenato il riscaldamento globale, e neppure dire se sia di origine antropica (dovuta dall’umanità) oppure naturale, senza entrare nel merito delle conseguenze che questo riscaldamento avrà sull’uomo e sulla natura, questo è un dato di fatto, percepibile da chiunque. La natura si adatta ai cambiamenti climatici e sa farlo molto meglio di noi umani.

E’ vero, alcune specie vegetali a volte scompaiono, si estinguono ma altre ne nascono o si adattano o si espandono verso nuove aree.

Tra le specie viventi più fragili al mondo sappiamo essere i funghi

Questi vere e proprie muffe che come tali nascono e si sviluppano in presenza di decomposizione organica e di adeguata temperature e umidità.

Quello che apparentemente può sembrare una variazione irrisoria delle temperatura di 0.5/1°C comporta cambiamenti climatici non da poco. Durante i primi mesi del 2016 si è avuto delle anomalie termiche positive: febbraio +0.83°C a livello planetario, e giugno +0.34°C.
Le fluttuazioni tra le temperature più basse e quelle più alte a noi possono apparire quelle di sempre. Per la natura però non lo sono affatto ed i funghi sono i primi a farne le spese perché le condizioni essenziali per la nascita e la crescita dei funghi sono e rimangono un tasso di umidità adeguatamente elevato e costante e temperature miti e non roventi.

Evapotraspirazione del vapore acqueo
Il termine indica la quantità di umidità dispersa nell’aria e persa nel terreno attraverso l’evaporazione e traspirazione dal fogliame-vegetazione.
Più l’evapotraspirazione è elevata e più il terreno diventa asciutto-secco.
Negli ultimi anni l’evotraspirazione registrata dalle stazioni meteo regionali ci ha restituito dati allarmanti sull’aridità dei suoli e sul progressivo esaurimento di alcune falde acquifere.

Se a questo ci aggiungiamo anche i tassi di radiazioni solari molto più alti che in passato il gioco è fatto: non ci resta che sperare nella tardiva raccolta autunnale.

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