Quel che rimane dopo l’incendio

di Sandra Mazzeo

Faccia a faccia con le ceneri, con quel che resta del bosco, degli alberi nudi, con la polvere che ancora sale dal terreno bruciato e l’odore acre che entra nelle narici.

Siamo nella pineta del Monte Fasce a quasi un mese dal suo incendio.

Nessuna traccia di vita. Il passaggio del fuoco ha cancellato tutto. Alcuni animali, quelli dotati di maggior mobilità sono riusciti a scappare, gli altri sono morti a causa delle elevate temperature.

Gli effetti dell’incendio

Sono ovviamente diversi in base alla tipologia, all’estensione e all’intensità del fuoco, ma generalmente si possono ricondurre a:

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– riduzione della biomassa presente nel bosco;
– riduzione delle popolazioni animali;
– modifica della composizione chimica del suolo, con l’apporto di una notevole quantità di sostanza organica e con una alcalinizzazione del suolo;
– modifica delle condizioni microclimatiche, con un aumento dell’evaporazione idrica, dell’illuminazione del suolo, della temperatura e della velocità del vento;
– aumento dell’impatto della pioggia e conseguentemente dei rischi di erosione;
– diminuzione della presenza di microorganismi nel suolo e anche di funghi.

L’ecosistema rinasce dalle proprie ceneri

Secondo antiche leggende esisteva un mitico uccello, chiamato Araba-Fenice, che era in grado di risorgere dalle proprie ceneri più bello e più forte di prima. img_3295I boschi, dopo il passaggio di un incendio trasformano in realtà il mito della Fenice e risorgono dalle proprie ceneri. In altre parole dove c’è un bosco la vita non viene completamente distrutta dal fuoco. Alcune specie vegetali formano nuovi germogli, certi semi germinano la primavera successiva, qualche specie animale sopravvive poiché scappa o si rifugia nel sottosuolo e nuovi insetti, microrganismi e uccelli si insediano nelle difficili aree bruciate. Cambiano quindi molte specie di viventi così come le reciproche interazioni che li legano, ma, generalmente in breve tempo, si ricostituisce un nuovo ecosistema che evolvendosi ritorna ad assumere il tipico aspetto del bosco.

Cosa accade dopo l’incendio

La forte illuminazione e l’aumento della temperatura favoriscono, almeno inizialmente, specie più adatte ad ambienti aperti che ai boschi densi.

La copertura vegetale del terreno si completa nel giro di 2-3 anni, tempo purtroppo sufficiente a consentire a pioggia e vento di impoverire il terreno, asportandone gli strati più superficiali.img_3302

Le latifoglie resilienti, arboree ed arbustive, emettono nuovi getti dalla base del fusto (polloni) che si sviluppano rapidamente superando la concorrenza delle specie erbacee a ciclo annuale.

Le nuove piante erbacee, arboree ed arbustive emettono apparati radicali che nel giro di pochi anni sgretolano lo strato impermeabile formatosi dopo l’incendio e ristabiliscono una maggiore capacità di immagazzinamento dell’acqua negli strati più profondi del suolo.
I Pini mediterranei, sono considerati piante resilienti. Essi infatti hanno pigne che si schiudono dopo il passaggio del fuoco. Le fiamme distruggono le piante adulte, ma i semi che cadono sul terreno faranno nascere nuovi alberi.

Cambiano gli uccelli

Durante i primi anni di rinascita del bosco si riducono le possibilità di rifugio per molti uccelli e cambiano le opportunità di trovare cibo. Si verifica così, dopo l’incendio, un sensibile cambiamento nella quantità e nella specie di uccelli presenti.
Ad esempio, essendoci molte graminacee nelle fasi di ricolonizzazione sono presenti molti uccelli granivori.

Nuovi Insetti

Dai boschi vicini, vengono attratti nelle zone bruciate gli insetti xilofagi (mangiatori del legno) e funghi lignivori. img_3291Talvolta, dopo aver attaccato le parti morte, insetti e funghi attaccano anche le parti sopravvissute all’incendio.

 

I piccoli mammiferi , almeno in parte, ritornano dopo il passaggio dell’incendio, anche se è stato dimostrato che lo stress provoca una diminuzione del peso corporeo.

L’incendio è sicuramente una delle perturbazioni più gravi e durature che il bosco possa subire: il passaggio del fuoco sconvolge completamente i rapporti tra organismi viventi e ne  altera l’ecosistema creato da lungo tempo.

Un commento

  • guido albertin

    ad essere troppo positivi sembra si voglia discolpare in parte coloro che appiccano il fuoco , facciamoci molta attenzione , perchè la nostra è gia una societa troppo pervissimista , e purtroppo coloro che incendiano i boschi non sono solo 1/2 ma molti , troppi, di conseguenza se ogni anno uno si sveglia e pensa , aiutiamo il bosco ad autogenerarsi , e dà fuoco , noi non riusciremo mai ad avere un bosco , invece se molte persone si uniscono per la protezione e pulizia del sotto bosco , tutti potremmo usurfruire di un eco sitema migliore .Èbello pensare sempre ad un bicchiere mezzo pieno , ma se riusciamo a riempirlo in modo giusto e ancor meglio .

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