Amici delle Olive: i consigli dell’agronomo per mantenere una buona fertilità nell’oliveto

Concimazione olivo, quando e perché

A consigliarci è il nostro agronomo, la Dott.ssa Emanuela Cuneo, che durante l’incontro organizzato dall’Associazione Amici delle Olive, presso il Frantoio F.lli Badaracco, ci ha illustrato i principali fattori che influenzano la buona gestione del suolo e i giusti apporti di sostanze nutritive per mantenere in buono stato agronomico il nostro oliveto.

La composizione del terreno

La fertilità del suolo è la capacità di un dato terreno di produrre dei prodotti agricoli ed è composta dall’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche. Può essere  preservata e migliorata attraverso pratiche di coltivazione come, la concimazione, l’irrigazione e le lavorazioni.

Ad esempio, alcune lavorazioni del terreno ripristinano o migliorano la struttura, ma anche la circolazione dell’aria, importante per i microorganismi e l’attività delle piante, e dell’acqua per facilitare l’assorbimento degli elementi nutritivi.

Il pH del terreno è una proprietà fondamentale tanto che riesce a influenzare molti processi fisici, chimici e biologici, di conseguenza ha un sensibile impatto sulle coltivazioni.

Un pH alto (8) non rende disponibili elementi, come potassio, fosforo e azoto, indispensabili per la vita delle piante.

Acqua, macro e micro elementi: imprescindibili per la vita delle piante

L’esigenza di concimare nasce dalla necessità di integrare gli elementi nutritivi che nel terreno non sono presenti in maniera illimitata e che con il raccolto e potature andiamo a sottrarre.

Abbiamo i cosiddetti macroelementi (azoto, fosforo e potassio) di cui l’olivo ha bisogno in misura maggiore. I mesoelementi (calcio e magnesio) e i microelementi (manganese, ferro, boro) di cui le piante, in genere, hanno bisogno in maniera minore.

Quando e come concimare

La fertilizzazione si può attuare in maniera tradizionale, con l’apporto di concime organico (letame), con la concimazione fogliare, somministrando concimi liquidi da diluire nell’acqua destinata all’irrigazione e a spaglio con concimi minerali.

La concimazione organica del suolo, eseguita in autunno, può garantire una buona base di sostanze azotate a lento rilascio, pronte per la ripresa vegetativa.

In primavera, nel periodo pre-fioritura, attraverso la concimazione fogliare è possibile integrare tutti quei microelementi indispensabili per la germogliazione e fruttificazione.

In stagioni, come quella attuale di scarse di precipitazioni, è consigliabile un apporto di acqua (circa 40 LT a pianta settimanalmente) per consentire un corretto assorbimento degli elementi nutritivi ed evitare stress alle piante.

Il sovescio, una pratica antica

Chiamata anche concimazione verde, è una pratica agricola naturale che prevede la coltivazione di alcune specie di piante, in particolare le leguminose: favino, veccia, pisello, lupino, erba medica. La concimazione verde, consiste nell’interrare delle piante che fungono così da concime naturale rilasciando nel terreno i nutrienti che hanno precedentemente assorbito e contribuendo a fissare sostanza azotata nel terreno, favorendo la fertilizzazione naturale del terreno.

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