Riti, segni e simboli

di Franco Lagomarsino –

Un tempo le malattie erano considerate una maledizione, influsso maligno dal quale ci si poteva proteggere solo combattendo contro i demoni del male.

Ad Avegno, la vigilia di San Giovanni Battista, acume anziane invitavano a recarsi tra le fasce per metterei atto le arti magiche e facevano compiere strani gesti a loro dire risolutivi.

E’ difficile oggi capire il significato di certi proposti, ma la memoria e la tradizione orale hanno conservato i valori emotivi di quei gesti.

Le genti che ci hanno preceduto avevano un rapporto con la natura molto diverso dal nostro. In occasione della festa di san Giovanni si ergono ancor oggi grandi falò, che testimoniano la particolare attenzione per l’uso del fuoco come elemento purificatore. Si credeva forse che le fiamme potessero mettere in comunicazione l’uomo e il cielo. Fuoco e acqua sono elementi che tra le nostre colline sono da sempre considerati fonti di proprietà terapeutiche, forse anche perché elargiti gratuitamente dalla natura.

Erbe raccolte la notte di San Giovanni con speciali modalità dovevano alleviare tormenti e malattie dei contadine e degli animali.

Chissà per quale ragione si pensava che la rugiada di quella notte potesse trasmettere poteri traumaturgici alle erbe. Le stranezze non finiscono mai di sorprendere e la “cura” per un presunto malocchio consisteva nel misurare, con l’aiuto di una fettuccia del grembiule, per tre volte l’avambraccio del paziente e della presunta maga. A seconda della lunghezza rimasta si stabiliva l’entità del male. La cura per un eventuale mal di stomaco era simile alla precedente pratica ma la fettuccia doveva essere bianca con tre nodi alla distanza di mezzo braccio dal gomito al dito.

Naturalmente non bastava un solo intervento, era necessario ripeterlo per tre sere consecutive. Forse anche perché l’eventuale offerta alla maga si poteva così ripetere.

Inutili credenze? Può essere, ma anche ai giorni nostri in quel di Avegno gettare l’olio benedetto fuori di casa in caso di temporale  o grandinata è ancora in uso…

Un fastidioso orzaiolo chissà perché tende a guarire se l’occhio colpito viene avvicinato alla preziosa bottiglia d’olio. Forse si voleva ricordare al paziente il costo di un eventuale intervento medico! Spesso quest’ultimo veniva pagato in natura.

 

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