Cibo, ambiente e salute

Anche quello che mangiamo pesa sull’ambiente e sulla nostra salute

Da sempre grandinate, alluvioni, siccità e geli hanno distrutto raccolti e messo in ginocchio il comparto agricolo.

Con un’estate calda e siccitosa, passata negli annuali della meteorologia, quest’anno si è iniziato a raccogliere l’uva a ferragosto, le olive hanno dato rese eccessive sul periodo di maturazione e nel contempo ci sono state grosse difficoltà di irrigazione delle coltivazioni e la lotta ai nuovi parassiti che si stanno diffondendo per il caldo continua imperterrita.

Purtroppo anche il settore agricolo nell’era industriale ha un grosso impatto sulle emissioni globali di gas serra; sia per l’utilizzo di energie fossili sia per il largo uso di prodotti  chimici di sintesi, contribuendo anch’esso all’aumento della temperatura globale e al cambiamento di tutti gli ecosistemi. Oggi più tangibile rispetto ad anni fa.

Quello che ciascuno di noi mette nel piatto ha un forte legame con i cambiamenti climatici e la crisi ambientale. C’è bisogno di conoscere e di riflettere di più su ciò che “sta dietro” a quello che si consuma.

Quando siamo al supermercato e siamo attirati dal cestino di fragole a novembre, per fare un esempio, ci chiediamo da dove arrivano? quanta strada hanno percorso per arrivare allo scaffale? con quali metodi sono state prodotte? come fanno ad essere così belle e mature?

Ma non solo. Il sistema agro-alimentare rispetta la biodiversità e la fertilità del suolo?

La filiera produttiva è attenta agli sprechi e rispetta la cultura locale e la sostenibilità sociale?

Il consumatore è veramente tutelato dall’etichettatura sul prodotto?

Questa complessità di informazioni richiede indicatori più completi di quelli oggi disponibili per legge ed una cultura alimentare che parta veramente dal basso, senza limitarsi esclusivamente al prezzo, sventolato e abusato per attirare il consumatore.

Solo con informazioni più esaurienti noi acquirenti potremo compiere scelte alimentari più consapevoli nei confronti dell’impatto che anche il cibo ha sull’ambiente e sulla nostra salute.

Orientarsi verso metodi di agricoltura biologica e il più naturale possibile, a basso impiego di agro-farmaci e insetticidi, prediligere sistemi a filiera corta, scegliere prodotti stagionali e locali non solo giova all’ambiente ma alla nostra salute.

Concludo con le parole di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che sul clima e alimentazione  hanno fatto da apripista: «Non c’è qualità alimentare senza rispetto dell’ambiente».

S.M.

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