Avegno a Euroflora2018: il territorio e la cultura contadina

I colori e i profumi di Euroflora2018 dal 21 aprile al 6 maggio, per la prima volta nello scenario dei Parchi di Nervi di Genova.

L’esposizione vede protagonisti florovivaisti, paesaggisti, regioni e comuni italiani.

La bellezza dei parchi esaltata da scenografie vegetali e floreali a formare suggestive composizioni inserite nel verde dei prati e degli alberi secolari, comprende anche le visite ai poli museali presenti all’interno dell’area.

L’acqua, la terra, l’aria ed il fuoco sono gli elementi rappresentati nei quadri del percorso principale della visita.

Avegno: protagonisti il territorio e la cultura contadina

Un’area verde di circa 200 mq, che prende spunto dal tipico terrazzamento ligure con il camminato in pietra a spacco, gli elementi storici che hanno segnato la storia del paese, l’ecosistema e la gestione naturale dell’olivo. Nessun tratto è casuale. Tutto obbedisce a regole d’ordine culturale, economico, sociale e anche estetico in una continuità che sottintende un rapporto di vicinanza con il territorio. Perché l’oliveto è frutto di rapporti secolari instaurati con l’ambiente.

Mappa dell’esposizione e spazio comune di Avegno

La peculiare fascetta ligure, con il suo andamento irregolare, realizzata con muretto in pietra locale a secco.

Gli olivi, da sempre scenari del nostro territorio.

 

La coltivazione dell’olivo ad Avegno si sviluppa nelle fasce, strappate alla montagna sin dai tempi antichi. Arginate da muri a secco costruiti con le pietre locali, talvolta anche di notevoli dimensioni, impastate con l’argilla del terreno.

Le fasce e gli olivi hanno il loro fascino, il paesaggio cui danno vita è unico ed eccezionale. Una concreta e ben riuscita combinazione di natura, cultura e storia.

I terrazzamenti hanno sempre rappresentato un ecosistema per la presenza di specie animali e vegetali unico del nostro paesaggio. Sono il luogo idoneo alla crescita delle piante per la preparazione del preboggion. Determinate specie di erbette selvatiche, permanenti o stagionali tipiche della cucina ligure, impiegate in diverse ricette.

L’aspetto che più caratterizza la coltivazione delle erbette selvatiche è la relazione con l’ambiente favorevole o meno in cui si trovano a crescere.

Tutte indistintamente amano vivere in habitat antropizzati che, quindi, vivono in presenza dell’uomo o di altri animali. A confine tra il domestico ed il selvatico.

Il preboggion corrisponde ad una miscela di erbette cotte, composte da circa una dozzina di specie raccolte stagionalmente in un preciso ciclo annuale di coltivazione delle fasce e delle zone coltivate.

I metodi naturali di coltivazione dell’olivo, da sempre usate dai nostri nonni, come la pacciamatura, richiedevo l’utilizzo di materiale organico e colture di leguminose per rafforzare la fertilità del terreno.

 

 

Il Museo delle Campane

La Campana dell’antica e storica Fonderia Picasso, attività che dalla fine del 1500 ha legato nei secoli Avegno alla produzione di campane. Oggi Museo delle Campane di Avegno.

Campana in bronzo realizzata da Angelo Maria Picasso nel 1814

 

Il paesaggio rurale ricostruito. Le casette e i terrazzamenti

Il contesto ambientale della collina, la valle caratterizzata da elementi che sono stati opera dell’uomo nei secoli passati. Testimoni dell’opera delle fatiche dell’uomo nei secoli passati che caparbiamente hanno forgiato questa terra in origine aspra e selvaggia per ricavarne zone abitabili e fasce di terreno da coltivare.

 

Gli elementi decorativi e l’allestimento floreale

L’allestimento floreale utilizzato per abbellire, arricchire e caratterizzare la location, segue lo stile rustico e disordinato del prato naturale. Per dare continuità ed il medesimo stile al tema dello spazio.

 

Pietra di frantoi per olive, sita originariamente in località Lupara – Vescina di Avegno – traccia storica XVIII sec.

L’antica pressa per la spremitura delle olive posizionata al centro del giardino delle aromatiche richiama i sapori e le essenze del territorio.

Torchio per la spremitura delle olive, proveniente da frantoio località Vescina di Avegno

Le decorazioni floreali

Una bordura mista di piante spontanee e fiori accompagnano naturalmente e a tratti il muretto a secco.

L’idea è quella di ricreare una riproduzione di uno spezzato naturale di una fascia fiorita primaverile con margherite e iris.

 

Nel disegno di questo spazio non vi è solo la storia antica di una cultura sociale ed economica,  del suo tessuto, delle sue gerarchie e dei sui monumenti. Ma l’antico e doppio significato di un progetto e di una rappresentazione per mezzo delle forme, che ha perduto la sua capacità di mediazione e incontro nei confronti della società. Forse sostituito esclusivamente dall’immagine comunicativa.

Sandra Mazzeo

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