Maura Lagomarsino, floral designer a Euroflora 2018

Una rivoluzione colorata che ha trasformato i parchi di Nervi in un’atmosfera quasi surreale

Fiori, piante e allestimenti ispirati alle forme della natura, creano scenografie floreali grazie alla professionalità e la passione di paesaggisti, floral designer e giardinieri, diventati per noi bagaglio e fonte di grande professionalità.

Ogni composizione è studiata per esaltare lo stile dello spazio circostante. Colori, forme e geometrie della natura si piegano alla capacità di sapienti mani restituendo “luoghi” di magica bellezza, elementi di un originale alfabeto capace di trasmettere e comunicare emozioni e bellezza.

I floral designer: chi sono

Progettano con creatività e realizzano con arte, armonia ed equilibrio composizioni, addobbi e decorazioni floreali. In continua ricerca di nuove forme, utilizzano le caratteristiche del colore, dei materiali e del contesto per regalarci atmosfere emozionanti. Arrivano  da percorsi formativi specializzati.

Maura Lagomarsino, floral designer per il Comune di Avegno a Euroflora

In arte Maurì Flower, ha contribuito all’allestimento floreale dello stand del comune di Avegno all’interno della floralie internazionale.

L’abbiamo incontrata nel suo negozio a Recco e le abbiamo chiesto di raccontarci del suo lavoro e che cosa rappresenta per lei il mondo floreale.

– Come puoi descrivere brevemente che cos’è la decorazione floreale?

«Una decorazione floreale è una vera e propria arte, con le sue regole e i suoi schemi.

Spazia nell’ambiente circostante con delle basi fisse che adatti al tuo stile, al tuo estro e alla creatività personale. Adoro questo mondo perché si crea bellezza. La bellezza può essere scovata, o rigettata, nei luoghi e nelle forme più impensate».

-Come hai accolto la proposta del comune di Avegno di curare l’allestimento floreale dello spazio?

«Mi ha fatto molto piacere. Sono contenta di avere nel mio curriculum la partecipazione ad Euroflora. E’ stata un’occasione per la mia attività, che ho intrapreso da poco tempo, di farmi vedere e conoscere. Quindi di avere visibilità all’interno di un evento molto importante».

– Nelle tue composizioni metti tanta passione. Da dove trai l’ispirazione?

«L’osservazione è fondamentale, in particolare della natura. Mi tengo sempre aggiornata, dalle riviste ai libri specialistici e navigo parecchio in Internet. In particolare i Social, utilizzo Instagram e Facebook dove seguo account di colleghi e professionisti del settore. La mia è una ricerca continua, dai materiali ai fiori. Le forme, il colore si fondono con nuove tecniche alla ricerca del nuovo e del diverso. Uniti a estro, fantasia e gusto personale!»

– Parlaci dello spazio del comune di Avegno. Cosa hai realizzato e perché?

«Lo stand di Avegno propone una riproduzione del territorio e della civiltà contadina che lo ha caratterizzato per anni e in parte lo caratterizza ancora oggi. Vi è una riproduzione di una fascia con il suo camminamento in pietra a spacco, alcuni elementi importanti come la macina e il torchio antico per la spremitura delle olive che la fanno da padrone. Un contesto rustico e molto naturale in cui ho pensato di adeguarmi a questa linea senza strafare, andando solo ad esaltare lo spirito e la forza del tempo che danno questi oggetti.

Ho esaltato il muro a secco con una bordura molto naturale, un po’ come possiamo vedere adesso in primavera ai bordi delle strade. Segue lo stile rustico e disordinato del prato, proprio per dare continuità e lo stesso stile al tema dello spazio.

 

L’idea era quella di ricreare una riproduzione di uno spaccato naturale di una fascia fiorita primaverile: lo sbocciare di fiori bianchi e gialli con qualche macchia di azzurro.

 

Ho utilizzato margherite e iris, un fiore che trovo meraviglioso con i sui grandi petali un po’ svolazzanti e assai diffuso nel territorio di Avegno nella specie selvatica, uniti al profumatissimo pitosforo e poi foglie verdi, tante foglie verdi.

 

Non potevano mancare le aromatiche, anche loro tipiche del nostro territorio.

Lavande, rosmarini, timi, salvia e basilico, sono state utilizzate in una forma più studiata, per incorniciare l’antica pressa ed esaltarne la forma già di per sé molto imponente».

– In conclusione puoi descriverci il tuo stile? Cosa preferisci?

«Non amo la staticità della composizione, come può realizzare un fiorista. Tutto deve risultare naturale, leggero, armonioso e fluttuante ma con una studio studio preciso e già definito nella mia mente. Sia per il piccolo bouquet che per composizioni di dimensioni maggiori».

– E’ una professione che a te appaga molto, quali sono gli ingredienti giusti?

«E’ da tantissimi anni che studio e faccio corsi di decorazioni floreali perché sono sempre stata appassionata dei fiori, anche se prima aveva un’altra occupazione.

Ci vuole molta passione, dedizione e frequentare scuole specializzate perché non è un lavoro che si può improvvisare. E poi il tempo, tanto tempo a disposizione».

 

S.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *