Intervista a Simone Maggi, protagonista di Euroflora2018 con i suoi giardini mediterranei

Un volto genuino e semplice. Coltiva tanti sogni, ama la sua Ducati, realizza giardini.

Simone si racconta confessando passioni, aspettative e sacrifici della sua attività e dell’esperienza di Euroflora2018. Il nuovo progetto, per la prima all’aperto, che ha arricchito la bellezza dei parchi di Nervi con nuove fioriture e scenografie vegetali.

 

 

I Giardini di Maggi hanno proposto un angolo mediterraneo, con piante ed essenze tipiche del nostro paesaggio. Ma un angolo anche giocoso, simbolico e concettuale in perfetto equilibrio tra le specie vegetali e gli elementi d’arredo.

 

Gli olivi secolari testimoni del paesaggio più antico esistente del Mediterraneo, le cycas, le vecchie viti che raccontano la storia di una civiltà agreste, i peculiari olivi a terrazza, i melograni e tutte le essenze minori nel pieno della fioritura. Non mancano gli oggetti decorativi. Le enormi anfore dove una volta veniva conservato il vino e le giare alla genovese per l’olio, hanno trovato la sintesi della civiltà e della cultura che da sempre costituisce il nostro paesaggio.

 

I Giardini di Maggi, oltre a riscuotere grande apprezzamento dal pubblico sono stati premiati dalle giurie della floralie internazionale, con il premio d’onore e in diversi concorsi estetici e tecnici. È stato anche classificato come il miglior spazio per la conservazione e manutenzione della durata della manifestazione.

Siamo Nervi, seduti su una panchina del parco. Di fronte i ragazzi stanno smontando lo spazio che per quindici giorni ha ospitato la professionalità, la tenacia e la creatività in cui Simone Maggi ha riposto i suoi sogni.

Così l’intervista diventa una piacevole chiacchierata.

Com’è nata la tua passione per il giardinaggio?

«Le passioni nascono da piccoli. I primi insegnamenti li ho ricevuti da mio papà che faceva il giardiniere. Lo accompagnavo volentieri durante il suo lavoro per poter trascorrere più tempo con lui e poi sono nato e cresciuto in campagna quindi l’attaccamento alla terra è naturale. Un giorno papà mi chiese di pulire un angolo di giardino. Alla fine del lavoro si accorse che avevo dimenticato qualche foglia e me lo fece notare. Da lì capii la perfezione e la cura del particolare che ancora oggi contraddistinguono il mio lavoro. Ed è quello che ripeto e chiedo sempre anche ai miei collaboratori. La realizzazione e la manutenzione di un giardino per me non è solo un lavoro: è amore e passione per la natura».

 

Da dove nasce un giardino. Da dove trai l’ispirazione?

«Cerco sempre di contestualizzare il giardino che si andrà a realizzare nell’ambiente circostante in modo che si inserisca senza imporsi o stonare. Bisogna considerare l’esposizione e scegliere le piante più adatte. Un albero, ad esempio, dà l’ossatura al giardino, deve però essere adeguato allo spazio a disposizione. Cerco di capire le esigenze dei proprietari e i loro gusti. Che cosa rappresenta per loro questo spazio e l’utilizzo che ne faranno. Ma soprattutto penso che il mio intervento dovrà arricchire il luogo, creare bellezza e armonia. Personalmente amo il minimalismo, lo ricerco sempre: lo considero sinonimo di qualità».

 

Piante mediterranee e olivi secolari. Cycas, melograni e viti sono la passione di Maggi?

«Sì,vado personalmente a scegliere le piante in grossi vivai. Molte arrivano dal sud Italia ma anche dalla Spagna dove mi reco spesso. Anche per altri materiali, tipo le pietre che abbiamo utilizzato a Euroflora, sono andato a sceglierle personalmente in cava. Sono curioso di capire e conoscere l’essenza e l’origine della materia in tutte le sue sfaccettature».

 

Il progetto Euroflora: cosa ti aspettavi?

«Avevo a disposizione uno spazio abbastanza grande, circa 1.800 metri quadrati. Ho creato delle aiuole, delimitate dai muretti a secco che avessero un loro preciso significato comunicativo in modo da poter valorizzare ogni essenza e ogni elemento decorativo che l’accompagnava. Non troppi elementi ma di grande forza e impatto visivo. C’erano piante molto importanti e particolari nel loro genere affiancate ad altri oggetti di grande forza comunicativa. Non è stata la prima volta che partecipo a Euroflora. Mi aspettavo un’avventura avvincente ed emozionante come sempre accade quando si lavora per un’evento di questa portata».

 

Tre aggettivi per descriverti

«Riflessivo, creativo e un po’ indisciplinato in moto. La mia passione nel tempo libero!».

 

Quale la filosofia di Simone Maggi?

«Ogni talento, i nostri sogni, le cose che contano di più, le idee, le relazioni significative della vita richiedono un impegno quotidiano, costante, appassionato. Un giardino deve emozionare».

 

S.M.

 

 

 

 

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